VISITA XI

Gesù buon pastore

«Cerchiamo di non allontanarci - scrive santa Teresa - e di non perdere di vista il nostro buon pastore Gesù, perché accarezza le pecorelle che gli stanno vicino e riserva loro sempre un bocconcino di ciò che egli stesso mangia. E se il pastore dorme, la pecorella non si allontana, finché questi non si desta, o essa stessa, belando con insistenza, lo svegli; e allora con nuovi regali viene da lui accarezzata».

Redentore mio sacramentato, eccomi vicino a te; non desidero altro regalo che il fervore e la perseveranza nel tuo amore.

Oh santa fede, ti ringrazio perché mi fai conoscere e mi dai per certo che nel divino Sacramento dell'altare, in quel pane celeste, non c'è pane, ma, per amor mio, c'è tutto il mio Signore Gesù Cristo.

Signor mio e mio tutto, ti credo presente nel santissimo Sacramento e, anche se non ti vedo con i miei occhi, ti conosco con la luce della santa fede nell'Ostia consacrata re del cielo e della terra e salvatore del mondo.

Gesù dolcissimo, giacché sei tu la mia speranza, la salvezza, la forza, la consolazione mia, così voglio che tu sia anche tutto l'amor mio, l'unico oggetto dei miei pensieri, dei miei desideri, di tutti gli affetti miei.

Gioisco più per l'immensa felicità di cui godi e godrai tu in eterno, che di tutti i beni che io potrei avere nel tempo e nell'eternità. Somma felicità per me è che tu, amato mio Redentore, sei pienamente felice, di una felicità infinita.

Regna, regna, Signor mio, su tutta la mia persona; te la offro tutta, possiedila per sempre. La mia volontà, i miei sensi, le mie facoltà siano tutte prigioniere del tuo amore, e non servano ad altro che a darti onore e gloria, in questo mondo.

Così fu la tua vita, o Maria. Tu fosti la madre di Gesù, ma anche la prima ad amarlo. Aiutami tu; ottienimi la grazia di vivere, d'ora in poi, come vivesti tu, tutta felice in Dio.

Gesù mio, fa' che io sia tutto tuo e tu tutto mio.

Maria tesoriera di Dio

«Beato l'uomo che mi ascolta, vegliando ogni giorno alle mie porte, per custodire attentamente la soglia» (Prv 8,34).

Beato chi, come i poveri alle porte dei ricchi, è sempre pronto a chiedere l'elemosina di grazie davanti alla porta della misericordia di Maria. Ma più beato chi si sforza di imitarne le virtù, specialmente la purezza e l'umiltà.

Speranza mia, soccorrimi tu.